Restauro e riqualificazione dell'Organo a canne della Basilica Cattedrale di Fossano

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PERCHE’ SALVAGUARDARE IL NOSTRO ORGANO?

L’organo della nostra Cattedrale, tra i maggiori della provincia con le sue quasi 3300 canne (alcune di oltre 200 anni), è un bene prezioso e va valorizzato.
Il nostro strumento ha vissuto le diverse fasi dell’arte organaria, organistica e liturgica del nostro paese e ha al suo interno tutte le stratificazioni storiche di due secoli di adeguamenti.
L’organo è il “re degli strumenti”, all’interno della liturgia (come affermato anche dal Concilio Vaticano II), non è un semplice abbellimento ma è un elemento essenziale. Oltre alla sua principale funzione di strumento per la liturgia è anche testimone di cultura; preziose pagine organistiche sono state scritte nel corso dei secoli e rappresentano una ricchezza che deve essere preservata e tramandata.

LA SUA STORIA

L’organo Serassi del 1791
L’organo, in origine, risale al 1791, realizzato dalla celebre ditta organaria “Serassi” di Bergamo; disponeva di due tastiere e circa la metà delle canne dell’organo attuale ed era collocato interamente nella cantoria sul lato destro del presbiterio.
Dalla fine del ‘700 a tutto l‘800 la realtà musicale italiana era in sostanza dedita esclusivamente all’opera, anche gli organi nelle nostre chiese furono notevolmente influenzati da questa corrente operistica italiana. Nacquero strumenti con caratteristiche e registri a imitazione degli strumenti bandistici (registri come campanelli, timpani, rullanti, uccelliera, percussioni di vario genere e tanti altri), anche il nostro Serassi del 1791 aveva diverse di queste peculiarità.
Si trattava di organi molto particolari, così distanti dagli strumenti del resto dell’Europa che lo “sprovveduto” parigino Charles Camille Saint-Saëns, invitato a tenere un concerto a Milano nel 1879, ritrovatosi (forse per la prima volta in vita sua) davanti a uno di questi nostri strumenti “tipici”, dovette rifiutare di suonare perché totalmente incapace di maneggiare un organo che impediva l’esecuzione del repertorio che solitamente interpretava nel resto dell’Europa.

Il “Movimento Ceciliano” e il nuovo organo del 1918
Tra fine ‘800 e inizio ‘900 nacque il “Movimento Ceciliano” (in onore a Santa Cecilia) che si batteva per un “ritorno” della musica sacra e un abbandono della musica operistica nella liturgia.
Obiettivo raggiunto negli anni successivi anche grazie all’intervento di Papa Pio X con il Motu Proprio “Tra le sollecitudini”. Moltissimi organi vennero ”riformati”, puliti da tutti gli accessori di origine bandistica e modificati in modo da avvicinarsi all’arte organaria del resto dell’Europa.
Anche il nostro strumento venne in gran parte modificato nel 1918; l’organo passò da due a tre tastiere, furono aggiunti molti registri d’imitazione orchestrale (come già avveniva in Francia, Germania, Inghilterra e nel resto dell’Europa da molto tempo) e diversi accessori utili per “facilitare” il lavoro dell’organista.

L’ORGANO DI OGGI

Con l’ultimo ampliamento del 1988, realizzato dalla bottega organaria Tamburini di Crema, si portò l’organo a 3282 canne, venne inoltre “diviso” nelle due cantorie ai lati del presbiterio e dotato di una trasmissione elettrica che ha permesso di distanziare la consolle (le tastiere e pedaliera) dalle canne stesse.
Lo strumento dispone di una ricca paletta timbrica con circa quarantacinque registri reali. Ogni registro corrisponde a una fila di canne e a un suono specifico (ci sono registri della famiglia dei principali e ripieni, dei flauti, delle viole e infine i registri ad ancia).
Quello che si vede dall’esterno, ossia la facciata dell’organo, è quindi solo una minima parte della complessità dello strumento; la maggior parte delle canne è, infatti, contenuta all’interno delle cantorie mentre i registri della prima e della terza tastiera sono all’interno di una cassa espressiva, comandabile dall’organista, che permette di poter moderare l’intensità del suono.
Oggi lo strumento viene utilizzato abitualmente durante il servizio liturgico da diversi organisti che prestano il proprio servizio con professionalità e dedizione.
Il nostro importante strumento tuttavia ha bisogno di un intervento straordinario per riportarlo alla sua piena potenzialità e garantirne il buon funzionamento nel tempo.

PROBLEMATICHE E NECESSITA’ DI RECUPERO

L’organo si presenta oggi in evidente stato di precarietà. La caduta di detriti e calcinacci, causato probabilmente da umidità e problemi di infiltrazione (oggi fortunatamente risolti con gli importanti interventi alla nostra Cattedrale degli ultimi anni) ha rovinato diverse canne che si presentano squartate e danneggiate.
Un altro problema importante è il tipo di somiere adottato con l’ultimo intervento del 1988.
Il somiere è un elemento fondamentale dello strumento, si tratta della complessa struttura in legno (dove poggiano le canne) che gestisce i flussi dell’aria verso le canne in base ai registri inseriti e ai tasti premuti.
Esistono diverse tipologie di somieri, il nostro organo è stato dotato di un somiere sperimentale definito a “vento diretto”. L’intento di questa realizzazione era di imitare i somieri antichi degli strumenti dell‘800 italiano (in particolare della tradizione lombarda) per dare risalto alle canne antiche dell’organo Serassi di fine ‘700.
Purtroppo, dopo anni di utilizzo, il somiere si è rivelato inefficiente con problemi d’instabilità dell’aria, “trasuoni” (l’organo suona anche senza il registro inserito), rumorosità e altri problemi di varia natura.
Oltre a questi problemi tecnici, la struttura dell’organo si presenta problematica per gli interventi di ordinaria manutenzione. I passaggi all’interno dello strumento sono alquanto stretti e poco praticabili, questo rende molto difficoltosi i normali interventi di manutenzione e di accordatura.

OBIETTIVI E INTERVENTI PER RIQUALIFICARE LO STRUMENTO

L’obiettivo di questo intervento di riqualificazione è di garantire l’ottimale funzionamento dell’organo nel tempo.
Lo strumento deve quindi essere affidabile e valorizzato in tutto il suo canneggio rispettandone le caratteristiche e le stratificazioni storiche.

Sostituzione dei somieri

Uno degli interventi più importanti previsti è la sostituzione dei somieri; verranno realizzati nuovi somieri di tipo tradizionale chiamati “a tiro” (tra i più utilizzati e più affidabili).
Il nuovo somiere permetterà una corretta e stabile distribuzione dell’aria verso le canne risolvendo i problemi che si presentano attualmente.

Riorganizzazione della struttura interna

Il rifacimento dei somieri permetterà anche di ricollocare in modo differente (e più razionale) la struttura interna dello strumento prevedendo passaggi più agevoli che permetteranno l’ordinaria manutenzione e accordatura dello strumento.
Poter effettuare la normale manutenzione, nonché l’accordatura dell’organo, è fondamentale per garantirne il buon funzionamento nel tempo.
Verrà inoltre consolidata la cassa espressiva della terza tastiera per aumentarne l’efficienza.

Restauro del canneggio

Tutte le canne verranno smontate, pulite e restaurate singolarmente con particolare attenzione all’orgine delle canne stesse.
All’interno dello strumento convivono, infatti, canne di epoche differenti: canne di Serassi di fine ‘700, canne di Vegezzi Bossi di inizio ‘900 e, ultime arrivate, canne di Tamburini del 1988.
Queste canne si esprimono al meglio solo se valorizzate rispettandone le caratteristiche storiche, questo significa che verranno utilizzate pressioni e intonazioni differenti in base all’origine delle canne e, al tempo stesso, rendendo l’organo estramente omogeneo e amalgamato nel suo insieme.
La pressione dell’aria, che in arte organaria si misura in millimetri in colonna d’acqua, è un parametro fondamentale per permette alle canne di emettere il corretto suono.
Questo significa che le canne di Vegezzi Bossi di inizio ‘900 avranno pressioni maggiori rispetto alle canne di Serassi del ‘700, questo perché queste canne sono state realizzate e pensate per suonare a pressioni differenti.
Oltre al restauro di tutte le canne verranno aggiunti alcuni registri che renderanno lo strumento ancora più completo.

DISPOSIZIONE FONICA A SEGUITO DELL’INTERVENTO DI RIQUALIFICAZIONE

Legenda:
(S) --> Registro dell’organo Serassi
(B) --> Registro dell’organo Bossi
(T) --> Registro dell’organo Tamburini
(N) --> Registro nuovo

Tromba Chamade flottante su tutte le tastiere/pedale
Tromba Chamade 8 ad alta pressione (N)

Positivo (tastiera I)

Principale 8 (T)
Flauto a camino 8 (B)
Dulciana 8 (B)
Ottava 4 (T)
Flauto ottaviante 4 (B)
Flauto 2 2/3 (T)
Ottavina 2 (T)
Terza 1 3/5 (T)
Settima 1 1/7
Mistura (N)
Cromorno 8 (T)
Tremolo

Grand’Organo (tastiera II)

Principale 16 (S)
Principale I 8 (S)
Principale II 8 (S)
Principale III 8 (S)
Flauto 8 (B)
Viola da gamba 8 (B)
Ottava 4 (S)
Flauto a cuspide 4 (S)
Duodecima 2 2/3 (S)
Decimaquinta 2 (S)
Decimanona 1 1/3 (S)
Ripieno grave 3 file (S)
Ripieno acuto 4 file (S)
Tromba 8 (B)
Clarone 4 (T)
Voce umana 8 (S)

Recitativo (tastiera III)

Principale 8 (T)
Bordone 8 (B)
Viola gamba 8 (B)
Ottava 4 (B)
Flauto tappato 4 (B)
Nazardo 2 2/3 (B)
Flautino 2 (B)
Flauto in XVII 1 3/5 (T)
Plein-jeu (N)
Fagotto 16 (N)
Tromba armonica 8 (N)
Fagotto 8 (N)
Oboe 8 (B)
Fagotto 4 (N)
Voce Corale 8 (B)
Voce Celeste 8 (B)
Coro viole 4 file (B)
Tremolo

Pedale

Acustico 32 (10 2/3) (N)
Contrabbasso 16 (B)
Principale 16 (S)
Subbasso 16 (T)
Basso 8 (B)
Bordone 8 (T)
Violoncello 8 (B)
Ottava 4 (T)
Ripieno 5 file (T)
Controfagotto 32 (N)
Bombarda 16 (B)
Fagotto 16 (N)
Tromba 8 (T)
Clarone 4 (T)


REALIZZAZIONE E DURATA DELL’INTERVENTO

La commissione incaricata del restauro dell’organo, dopo aver interpellato diverse ditte organarie, ha affidato l’intervento alla bottega organaria Zanin di Codroipo (Udine).
Lo strumento verrà smontato e trasportato (in più fasi) in laboratorio per circa trenta mesi dove verrà restaurato e montato nella bottega stessa.
Terminati i lavori in laboratorio, lo strumento verrà smontato per essere nuovamente ricollocato presso la Cattedrale dove verrà infine intonato e accordato.


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