Perché salvaguardare il nostro organo?
L’organo della nostra Cattedrale, tra i maggiori della provincia con le sue quasi 3300 canne (alcune di oltre 200 anni), è un bene prezioso e va valorizzato.
Il nostro strumento ha vissuto le diverse fasi dell’arte organaria, organistica e liturgica del nostro paese e ha al suo interno tutte le stratificazioni storiche di due secoli di adeguamenti.
L’organo è il “re degli strumenti”, all’interno della liturgia (come affermato anche dal Concilio Vaticano II), non è un semplice abbellimento ma è un elemento essenziale. Oltre alla sua principale funzione di strumento per la liturgia è anche testimone di cultura; preziose pagine organistiche sono state scritte nel corso dei secoli e rappresentano una ricchezza che deve essere preservata e tramandata.
Problematiche e necessità di recupero
L’organo si presenta oggi in evidente stato di precarietà. La caduta di detriti e calcinacci, causato probabilmente da umidità e problemi di infiltrazione (oggi fortunatamente risolti con gli importanti interventi alla nostra Cattedrale degli ultimi anni) ha rovinato diverse canne che si presentano squartate e danneggiate.
Un altro problema importante è il tipo di somiere adottato con l’ultimo intervento del 1988.
Il somiere è un elemento fondamentale dello strumento, si tratta della complessa struttura in legno (dove poggiano le canne) che gestisce i flussi dell’aria verso le canne in base ai registri inseriti e ai tasti premuti.
Esistono diverse tipologie di somieri, il nostro organo è stato dotato di un somiere sperimentale definito a “vento diretto”. L’intento di questa realizzazione era di imitare i somieri antichi degli strumenti dell‘800 italiano (in particolare della tradizione lombarda) per dare risalto alle canne antiche dell’organo Serassi di fine ‘700.
Purtroppo, dopo anni di utilizzo, il somiere si è rivelato inefficiente con problemi d’instabilità dell’aria, “trasuoni” (l’organo suona anche senza il registro inserito), rumorosità e altri problemi di varia natura.
Oltre a questi problemi tecnici, la struttura dell’organo si presenta problematica per gli interventi di ordinaria manutenzione. I passaggi all’interno dello strumento sono alquanto stretti e poco praticabili, questo rende molto difficoltosi i normali interventi di manutenzione e di accordatura.
Obiettivi e interventi per riqualificare lo strumento
L’obiettivo di questo intervento di riqualificazione è di garantire l’ottimale funzionamento dell’organo nel tempo.
Lo strumento deve quindi essere affidabile e valorizzato in tutto il suo canneggio rispettandone le caratteristiche e le stratificazioni storiche.
Sostituzione dei somieri
Uno degli interventi più importanti previsti è la sostituzione dei somieri; verranno realizzati nuovi somieri di tipo tradizionale chiamati “a tiro” (tra i più utilizzati e più affidabili).
Il nuovo somiere permetterà una corretta e stabile distribuzione dell’aria verso le canne risolvendo i problemi che si presentano attualmente.
Riorganizzazione della struttura interna
Il rifacimento dei somieri permetterà anche di ricollocare in modo differente (e più razionale) la struttura interna dello strumento prevedendo passaggi più agevoli che permetteranno l’ordinaria manutenzione e accordatura dello strumento.
Poter effettuare la normale manutenzione, nonché l’accordatura dell’organo, è fondamentale per garantirne il buon funzionamento nel tempo.
Verrà inoltre consolidata la cassa espressiva della terza tastiera per aumentarne l’efficienza.
Restauro del canneggio
Tutte le canne verranno smontate, pulite e restaurate singolarmente con particolare attenzione all’origine delle canne stesse.
All’interno dello strumento convivono, infatti, canne di epoche differenti: canne di Serassi di fine ‘700, canne di Vegezzi Bossi di inizio ‘900 e, ultime arrivate, canne di Tamburini del 1988.
Queste canne si esprimono al meglio solo se valorizzate rispettandone le caratteristiche storiche, questo significa che verranno utilizzate pressioni e intonazioni differenti in base all’origine delle canne e, al tempo stesso, rendendo l’organo estremamente omogeneo e amalgamato nel suo insieme.
La pressione dell’aria, che in arte organaria si misura in millimetri in colonna d’acqua, è un parametro fondamentale per permettere alle canne di emettere il corretto suono.
Questo significa che le canne di Vegezzi Bossi di inizio ‘900 avranno pressioni maggiori rispetto alle canne di Serassi del ‘700, questo perché queste canne sono state realizzate e pensate per suonare a pressioni differenti.
Oltre al restauro di tutte le canne verranno aggiunti alcuni registri che renderanno lo strumento ancora più completo.